Chi sono

Utente: nike82
Nome: sara
sono una ragazza di 27 anni sognatrice e amante della solitudine.ho uns enso dell'umorismo molto particolare sono sarcastica e ironica mi piaceprendere in giro le persone in modo bonario.ha volte sono un pò tonta.mi piace la neve anche se qui non fa più tanto spesso. amo molto gli animali infatti ne ho tanti.se vuoi sapere di più entra nel mio blog

Amo

La neve, i raggi del sole che mi toccano il viso, i miei animali (anche il coniglio!), circondarmi di persone con la mente aperta: i liberi pensatori; le persone che più amo su questa terra sono i miei genitori, soprattutto mia madre con la quale ho un rapporto splendido e mio fratello, anche se a volte vorrei ucciderlo! Amo le creature mitologiche, gli gnomi, le fate, unicorni, lupimannari, vampiri. Ma secondo voi sono veramente solo creature fantastiche?

Odio

L'ipocrisia, le persone che si sentono superiori quando invece sono solo superficiali e incostanti, odio l'egoismo, il razzismo le persone che maltrattano i più deboli, quelli che giocano con la vita degli altri pensando di averne il diritto ma soprattutto odio coloro che prima ti dicono "Ti Amo" e poi ti trattano come una merda e alla fine fanno finta di niente pretendendo che tutto torni come prima. Odio la guerra e tutti quelli che si nascondono dietro il proprio Dio per giustificare le proprie azioni. Odio gli intolleranti e coloro che predicano bene ma razzolano male. Odio coloro che giudicano gli altri ma non si guardano allo specchio e soprattutto quelli che giudicano le persone senza conoscerle. ah! Dimenticavo, odio in modo sviscerato Kathy di Cime Tempestose...

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Oltre alla mia insofferenza per i ragni e serpenti non sopporto i rompi scatole, quelli che sanno tutto ma che non capiscono niente, insopportabili, io li definisco Capiscioni inutili. Parliamo d'altro, che dire...Sto scrivendo queste frasi con un coniglio rompi scatole che mi sta lasciando ricordini sul tappeto, se si alza mio padre lo fa al forno con le patate! Piccola descrizione fisica: sono alta quanto uno gnomo ho capelli e occhi scuri e sono quasi completamente cecata! Ad aiutarmi a fare questo Blog è stata Samantha, che ora sta pensando a come torturarmi senza uccidermi, insomma, mi vuole proprio far soffrire atrocemente! Comunque attualmente sto seguendo la filosofia Karmica.

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The Nephilym


DUE RISATE



commento scarabocchiato danike82
alle 15:40
del giorno: mercoledì, 28 ottobre 2009
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Oggi mi sono fissata con questi test e mi sto sbellicando dalle risate.. 

Il primo mi chiedeva se sono passionale o razionale e io sono risultata:

Passionale
Per te l'Amore è verde! Non preoccuparti, nulla a che vedere con gli alieni.o forse si? In qualche modo, infatti, ti distingui dal gruppo anche se talvolta ti senti "anonimo". Vuoi le emozioni capaci di farti sentire vivo e anche se nell'intimo sei un tradizionalista, ami le novità e i "non previsti", così il tuo partner dovrà essere una persona in grado di stimolare i tuoi sensi completamente!
"SEI PASSIONALE O RAZIONALE?" ? disponibile Qui

Il secondo, invece, se sono seducente e se so sedurlo

Seducente
Sei molto seducente sai usare tutte le armi femminili per sedurre.sai il momento lo
sguardo e il movimento giusto senza cadere mai sulla volgarit? complimenti
"Sai Sedurlo?" ? disponibile Qui


E, infine, il terzo se abbiamo una buona intesa sessuale

Ottima
L'intesa sessuale ? molto forte come la tua sensualit? ma sei sicura di essere fedele?
oppure alla prima occasione arriva Tom Cruise e opsss :o))
"La tua intesa sessuale?" ? disponibile Qui

Ora vi spiego, che io e lui facciamo facciamo faville a letto, non avevo bisogno del test perchè per esperienza diretta, lo sapevo, ; che sono seducente lo so, ho visto i risultati su di lui e che sono passionale beh sapevo anche quello......

Già sono proprio una diavoletta...............


commento scarabocchiato danike82
alle 13:28
del giorno: domenica, 25 ottobre 2009
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FEDELE O TRADITORE?


Fedele o Traditore?
Personalmente tutte le volte che mi sono posta questa domanda ho trovato sempre qualche difficoltà a rispondere!

Non sono una santa e per dirla tutta ho tradito!

Non cerco giustificazioni, l'ho fatto e non me ne pento. In quel momento mi sono lasciata trascinare dall'emozione e dai sentimenti, che in seguito, ho scoperto di provare per questa persona.

In seguito rifltendo ho dato la colpa alla mia immaturità, pensando che crescendo e maturando non sarebbe più successo.

In realtà ho toppato alla grande!

L'anno scorso aveva una relazione con una persona, e beh ho conosciuto un'altro ragazzo, completamente diverso, per il quale ho cominciato a dare di matto, nel vero snso della parola.

Tutte le volte che entrava nel ristorante dove lvoravo, succedeva sempre qualcosa: bicchieri e caraffe rotti, una volta ho fatto cadere per ben 2 volte la stessa pizza con il relativo piatto, un'atra volta ho fatto volare la mozzarela che stavo preparando per la pizzeria.......
Ne ho combinate talmente tante che tutti s erano accorti di questo fatto...

Iutile dirvi che negavo in maniera plateale tutto, ottenendo scarsi risultati.

Così alla fine mi sono decisa e dopo aver troncato con il mio " ragazzo" che i miei amici hanno ribattezzato con vari sopranomi, ho accettato l'invito ad uscire con il mioattuale ragazzo!

Già perchè tra alti e bassi è un anno e mezzo che ormai o con lui. Fedele, in tutto questo tempo non mi è mai passta neache per l'anticamea del cervello l'idea di tradirlo.

Così consapevole di questa rivelazione ho effettuato un test sulla fedeltà e il risultato è stato il seguente

Traditore
Sei il tipico traditore codardo, oppure timido. Quello che fantastica sul tradimento,
entra in chat e fa sesso virtuale, sull'autobus scruta gambe di avvenenti fanciulle o spalle di
aitanti giovanotti. Per te tradire ? un brivido sotto pelle, ma il contatto fisico di spaventa.
Preferisci l'anonimato di uno schermo, o un pensiero hard, ad un incontro vero e proprio.
Tradisci col pensiero e i tuoi ormoni sono perennemente in subbuglio. Forse ogni tanto ti
converrebbe toglierti la soddisfazione...
"Fedele o Traditore ?" ? disponibile Qui

Inutile dirvi che sono stata una buona mezz'ora a ridere come una cretina davanti al computer....... in effetti mi ci rivedo ampiamente..

L'unica cosa di cui posso rassicurarvi è che tradisco solo con il pensiero, sono giunta alla conclusione che sono troppo pigra per tradire anche fisicamente...

Accludo l'indirizzo, così se per caso vi viene la curiosità potrete sempre farlo....
http://www.leperledelcuore.it/scripts/starxtest/index.php


commento scarabocchiato danike82
alle 12:45
del giorno: domenica, 25 ottobre 2009
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ORIGINE DEL NOME


Deriva dall'ebraico e significa "principessa"; nell'Antico Testamento vi erano 2 donne che lo portavano, la più celebre era la sposa di Abramo, madre di Isacco, alla quale il Signore cambiò il nome originario Sarai, che significa "mia principessa", in Sarah,senza l'aggettivo possessivo.

La liturgia romana, pur non venerandola come santa, la considera il modello della sposa fedele, per questo motivo è nominata nella messa che si celebra in occassione di un matrimonio.

La Bibbia narra che era sterile, ma il Signore le permise di partorire in età avanzata il figlio Isacco.

L'altra Sara era invece perseguitata dal demonio Asmodeo che le aveva ucciso ben sette mariti, casualmente la incontrò Tobia che era accompagnato dall'arcangelo Raffaele. Il giovane riuscì a sconfiggere il demonio e poi sposò Sara portandola nella sua casa a Ninive.

In ebraico il nome deriva all'antico Egitto: Sa signfica figlia e Rah è il "disco solare", maggiore divinità del tempo. La figlia del dio Ra era considerata una principessa e questo spiega il suo significato in ebraico.

Venne adottato in greco e in latino come Sara.

L'onomastico è festeggiato tradizionalmente il 9 ottobre in memoria di Sara la moglie di Abramo, ma anche il 20 aprile.

Secondo il Priorato di Sion Sarah sarebbe la figlia di Maria Maddalena e e Gesù Cristo.

 

COLORE                                  Rosso 

NUMERO PORTAFORTUNA           3

PIETRA                                  Rubino

METALLO                                 Oro

Cenni Caratteriali: Sara è una donna seducente. Appare distaccata, anche fredda, ma questo è solo un atteggiamento di difesa perchè teme di affezionarsi.  In realtà è segreta, introversa e un pò selvaggia.  Se trova un tutore Sara si apre completamente.

E' una donna che si realizza nell'amore, che le conferisce fiducia in se stessa permettendole di dare i suo frutti più belli. Tutvia anche in questo caso l'atteggiamento esterno rimarrà freddo.

Sara ha anche l'alternativa di realzzarsi nel lavoro ma è allora necessario che trovi un'attività adatta per lei, tipo hostess di volo, psichiatra, avvocato ecc.. attività nelle quali possa esplicae la sua tenerezza nascosta.

Riesce però meglio come moglie e padrona di casa, specie se si tratta i assecondare gli impegni mondani del consorte con ricevimenti e cene.

Sara ha intelligenza viva, senso dell'inizitiva, detesta a folla e non ama il contatto con il mondo, è fedele ai pochi amici e con il parner è molto calda e riservata.


commento scarabocchiato danike82
alle 15:40
del giorno: mercoledì, 21 ottobre 2009
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INDIFFERENZA


Un pianto

confuso

con i singhiozzi amari

perchè quel bambino piange?

Nessuno le lacrime vuole

asciugare

un fiume di lacrime.......

che si sono alzate

in un grido di speranze

tutti sono troppo impegnati

nei lavori

tra le braccia

una sagoma

è morto

si è spento

nessuno sentirà più piangere

nessuno gli asciugherà più le lacrime

                             MARCELLO BATTISTELLO


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alle 13:07
del giorno: martedì, 20 ottobre 2009
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APOLLO E DAFNE


Dafne, figlia di Gea e del fiume Peneo (o secondo altri del fiume Lacone), era una giovane e deliziosa ninfa che viveva serena passando il suo tempo a deliziarsi della quiete dei boschi e del piacere della caccia quando la sua vita fu stravolta dal capriccio di due divinità: Apollo ed Eros.

Racconta la leggenda che Apollo, fiero di avere ucciso il mostruoso serpente Pitone, incontrato Eros mentre era intendo a forgiare un nuovo arco, si burlò di lui e del fatto che non avesse mai compiuto delle azioni degne di gloria.

Il dio dell’amore, profondamente ferito dalle parole di Apollo, volò in cima al monte Parnaso e lì preparò la sua vendetta: prese due frecce, una ben acuminata e dorata, destinata a far nascere la passione, che scagliò con violenza nel cuore di Apollo ed un’altra, spuntata e di piombo, destinata a respingere l'amore, che lanciò nel cuore di Dafne.

Da quel giorno Apollo iniziò a vagare disperatamente per i boschi alla ricerca della ninfa, fino a quando non riuscì a trovarla. Alla sua vista Dafne, scappò impaurita e a nulla valsero le suppliche del dio che gridava il suo amore e le sue origini divine per cercare di impressionare la giovane fanciulla. Dafne, terrorizzata, scappava tra i boschi.. Accortasi però che la sua corsa era vana, in quanto Apollo la stava per raggiungere, invocò la madre Gea, pregandola di mutare il suo aspetto perchè tanto dolore e paura le stava procurando.

La madre Gea, ascoltò la sua preghiera e così inziò a rallentare la corsa della figlia fino a fermarla e contemporaneamente a trasformare il suo corpo: i suoi capelli si mutarono in fronde leggere; le sue braccia si levarono alte verso il cielo diventando flessibili rami; il suo corpo aggraziato si ricoprì di corteccia; i suoi delicati piedi si tramutarono in robuste radici ed il suo volto, rigato di lacrime, svaniva nella cima dell’albero.

Dafne era diventata un albero di alloro. Apollo era dispiaciuto per quello che aveva fatto a Dafne e da quel giorno, per non dimenticarla mai, portò sempre una corona d'alloro. Ma il padre Peneo la pianse per sette lunghi anni, finché il suo fiume ruppe gli argini ed inondò di dolore le rive.


commento scarabocchiato danike82
alle 18:34
del giorno: lunedì, 28 settembre 2009
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AMORE E PSICHE


Un re ed una regina avevano tre figlie. Le maggiori erano andate in spose a pretendenti di sangue reale, ma la più piccola, di nome Psiche, era talmente bella che nessun uomo osava corteggiarla, tutti l’adoravano come fosse una dea. Alcuni credevano che si trattasse dell’incarnazione di Venere sulla terra. Tutti adoravano e rendevano omaggio a Psiche trascurando però gli altari della vera dea, perfino i templi di Cnido, Pafo e Citera erano disertati per una mortale. Afrodite sentendosi trascurata ed offesa, a causa di una mortale, pensò di vendicarsi con l’aiuto di suo figlio Amore e delle frecce amorose. La vendetta d’Afrodite consisteva di far innamorare Psiche dell’uomo più sfortunato della terra, con il quale doveva condurre una vita di povertà e di dolore. Amore accettò subito la proposta della madre ma, appena vide Psiche rimase incantato della sua bellezza. Confuso dalla splendida visione, fece cadere sul suo stesso piede la freccia preparata per Psiche cadendo cosi, vittima del suo stesso inganno. Egli iniziò cosi ad amare la ragazza e non pensò neanche per un attimo di farle del male. Nel frattempo i genitori di Psiche si preoccupavano perché un gran numero di pretendenti veniva ad ammirare la figlia, ma nessuno aveva il coraggio di sposarla. Il padre, preoccupato decise di consultare un oracolo d’Apollo per sapere se la figlia avesse trovato un marito, l’oracolo però gli comunicò una brutta notizia. Egli avrebbe dovuto lasciare la figlia  sulla  sommità  di  una  montagna,  vestita con  abito  nuziale.  Qui  essa  sarebbe stata  corteggiata  da  un  personaggio  temuto  dagli  stessi  dei. Malgrado questo, i genitori non volendo disubbidire alle predizioni dell’oracolo, portarono, al calar del sole, Psiche sulla montagna prescelta vestita di nozze, e la lasciarono lì sola al buio. Solo quando lei restò da sola venne uno Zefiro che la sollevò e la trasportò in volo su un letto di fiori profumati. Psiche si svegliò quando sorse il sole e guardandosi attorno vide un torrente che scorreva all’interno di un boschetto. Sulle rive di questo torrente s’innalzava un palazzo d’aspetto cosi nobile da sembrare quello di un dio. Psiche, quando trovò il coraggio di entrare, scoprì che le sale interne erano più splendide, tutte ricolme di tesori provenienti da ogni parte del mondo, ma la cosa più strana era che tutte quelle ricchezze sembravano abbandonate. Lei di tanto in tanto si domandava di chi fossero tutti quei beni preziosi, e delle voci gli rispondevano che era tutto suo e che loro erano dei servitori al suo servizio. Giunta la sera lei si coricò su un giaciglio e sentì un’ombra che riposava al suo fianco, si spaventò, ma subito dopo, un caldo abbraccio la avvolse e sentì una voce mormorarle che lui era il suo sposo, e che non doveva chiedere chi fosse ma soprattutto non cercare di guardarlo, ma di accontentarsi del suo amore. La soffice voce e le morbide carezze vinsero il cuore di Psiche e lei non fece più domande. Per tutta la notte si scambiarono parole d’amore, ma prima che l’alba arrivasse, il misterioso marito sparì, promettendole che sarebbe tornato appena la notte fosse nuovamente calata. Psiche attendeva con ansia la notte, e con questo l’arrivo del suo invisibile marito, ma i giorni erano lunghi e solitari, quindi decise, con l’assenso del marito, di fare venire le sue sorelle, anche se Amore l’avvertì che sarebbero state causa di dolore e d’infelicità. Il giorno seguente, un Zefiro portò le due sorelle da Psiche, lei fu felice di rivederle, e le due non furono di meno vedendo le ricchezze che possedeva. Ogni volta che le due facevano domande sul marito, Psiche sviava sempre la risposta o rispondeva che era un ricco re che per tutto il giorno andava a caccia. Le sorelle s’insospettirono delle strane risposte che dava Psiche, loro credevano che stesse nascondendo il marito perché era un mostro. Queste allusioni Psiche li smentì tutte, fino a quando non cedette e raccontò che lei non aveva mai visto il marito e che non conosceva nemmeno il suo nome. Allora le due maligne, accecate dalla gelosia, insinuarono nella mente della povera ragazza che suo marito doveva essere un mostro il quale nonostante le sue belle parole non avrebbe tardato a divorarla nel sonno. Quella notte come sempre Amore raggiunse Psiche e dopo averla abbracciata si addormentò. Quando fu sicura che egli dormisse, si alzò e  prese una lampada per vederlo e un coltello nel caso in cui le avrebbe fatto del male. Avvicinandosi al marito la luce della lampada gli rivelò il più magnifico dei mostri, Amore era disteso, coi riccioli sparsi sulle guance rosate e le sue ali stavano dolcemente ripiegate sopra le spalle. Accanto a lui c’erano il suo arco e la sua faretra. La ragazza prese fra le mani una delle frecce dalla punta dorata, e subito fu infiammata di rinnovato amore per suo marito.  Psiche moriva dalla voglia di baciarlo e sporgendosi, su di lui, fece cadere sulla sua spalla una goccia d’olio bollente dalla lampada. Svegliato di soprassalto, Amore balzò in piedi e capì quello che era successo e disse che lei aveva rovinato il loro amore e che ora erano costretti a separarsi per sempre. Lei si gettò ai suoi piedi ma Amore dispiegò le ali e scomparve nell’aria e con lui anche il castello. La povera Psiche si ritrovò da sola nel buio, chiamando invano l’amore che lei stessa aveva fatto svanire. Il primo pensiero di Psiche fu quello della morte, correndo verso la riva di un fiume lei si gettò dentro ma la corrente pietosa la riportò sull’altra riva, cosi iniziò a vagare per il mondo a cercare il suo amore. Amore, invece, tormentato dalla febbre per la spalla bruciata, o forse dallo stesso dolore di Psiche, trovò rifugio presso la dimora materna. Afrodite, quando venne a sapere che suo figlio aveva osato amare una mortale, che tra l’altro sua rivale, lo aggredì. Ma non potendo fare niente di male al figlio pensò di vendicarsi su Psiche, e con il permesso di Zeus mandò  Ermes in giro per il mondo a divulgare la notizia che Psiche doveva essere punita come nemica degli dei, e che il premio per la sua cattura sarebbero stati sette baci che la stessa dea avrebbe donato. La notizia giunse fino alle orecchie di Psiche, che decise di sua volontà di andare sull’Olimpo a chiedere perdono. Appena arrivata sull’Olimpo, Afrodite,  le strappò i vestiti e la fece flagellare, affermandole che questa era la punizione di una suocera addolorata per il figlio malato. Dopodiché le ordinò di ammucchiare un cumulo di grano, orzo, miglio e altri semi; di prendere un ciuffo di lana dal dorso di una pecora selvatica dal manto dorato; di riempire un’urna con le acque delle sorgenti dello Stige. In poche parole tutti compiti impossibili, che però Psiche riuscì a compiere con l’aiuto di formiche, che accumularono il grano, di una ninfa, che le spiegò come e quando avvicinare la pecora, e perfino dell’aquila di Zeus, che l’aiutò a prelevare le  acque dello Stige. Queste erano solo alcune delle crudeltà che Afrodite infliggeva alla povera Psiche, ma quando Amore seppe di quello che stava succedendo in casa di sua madre, salì sull’Olimpo da Zeus per permettere il suo matrimonio con Psiche. Zeus, non potendo rifiutare la supplica di Amore, fece riunire tutti gli dei dove partecipò anche Psiche. A questa assemblea Zeus decise di elevare al grado di dea, Psiche. Cosi dicendo egli diede la coppa di nettare divino alla mortale che accettò con molta paura. Dopo svariate sofferenze, Psiche fu ben accolta sull’Olimpo, anche da sua suocera poiché aveva ridonato il sorriso al figlio, lo stesso giorno fu allestito un banchetto nuziale per festeggiare la nuova coppia. Amore e Psiche avevano trovato la felicità, ed il loro figlio fu una splendida femminuccia, alla quale fu dato il nome di Voluttà.  

 


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alle 16:46
del giorno: venerdì, 25 settembre 2009
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CASTORE E POLLUCE


 
 

Intorno alle vicende dei gemelli Dioscuri, , esiste una leggenda particolarmente strana: Zeus si invaghì di Leda, moglie di Tindaro, re di Lacedemone, e si unì a lei sotto forma di cigno, facendole generare due uova. Da uno nacquero, nelle vicinanze di Sparta, i gemelli Polluce ed Elena, dall'altro Castore e Clitennestra. Questi ultimi, tuttavia, erano figli di Tindaro, che si unì a Leda dopo gli amori di questa con Zeus. Pertanto Polluce, figlio del dio, era immortale, a differenza del fratello "umano". Erano eroi spartani per eccellenza, di cui il primo indomito pugilatore, mentre il secondo era un intrepido guerriero.

Combatterono contro l'ateniese Teseo, aiutarono in più occasioni Giasone e parteciparono alla spedizione degli Argonauti. Per aver placato una tempesta in quella circostanza, furono considerati protettori dei naviganti. Seconda una versione della leggenda, i due gemelli - invitati alle nozze delle figlie di Leucippo - rapirono le ragazze; nella lotta che ne derivò, Castore rimase ucciso e scese negli Inferi. Polluce, ferito, fu portato in cielo da Zeus ma, non volendo separarsi dall'amato fratello, chiese a Zeus di liberarlo dall'immortalità per potersi riunire a Castore. Commosso, Zeus concesse loro di restare insieme, un giorno negli Inferi e un giorno tra gli dei. Successivamente, come premio per tale amore fraterno, portò entrambi nei cieli, sotto forma di costellazione.


 

I Gemelli si vedono in aprile a ponente, verso le ore 22. La costellazione, ampia 514° quadrati, confina a nord con Auriga e Lince, a ovest con Toro e Orione, a sud con Unicorno e Cane Minore, e a est con il Cancro. Poiché è attraversata dalla Via Lattea, contiene molti corpi galattici. Nei Gemelli il Sole raggiunge il solstizio d'estate.



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alle 00:37
del giorno: venerdì, 25 settembre 2009
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DIMENTICARE


amore e psiche
Il sole splende alto nel cielo,
le rondini volano libere in cerca di cibo,
i passerotti volano e cercanol'erba,
rametti e fango per i propri nidi.
I miei pensieri, invece, volano tra le nuvole,
in cerca del paradiso.
Quel paradiso che ho conosciuto tra le tue braccia,
quel paradiso che ho assaporato sulle tue labbra,
quel paradiso che ho visto nei tuoi occhi.
Pensavo che mi bastasse ma in realtà non è così,
ti ho cercato, trovato e perduto e adesso resto con i ricordi
di quella notte in cui ci siamo completati.
Fuori il tempo è bello, il sole splende e fa caldo
ma nel mio cuore c'è solo il gelo per ciò che non ho saputo apprezzare.
L'unica cosa che so è che ti amo ma sono troppo vigliacca
per dirtelo a parole per questo lascio che questa "lettera" parli per me.
Fino a poco tempo fa ignoravo ciò che tu mi
volevi dire, non volevo ammettere sopratutto a me stessa
ciò che realmente tu significassi per me.
Probabilmente adesso per te le cose sono cambiate ed io ti capisco
ma non riesco ad immaginare un altro uomo che riesca a farmi
provare le stesse sensazioni.
Non ho parole per dirti quanto mi dispiace ma ormai
il gioco è fatto e non si può più tornare indietro.
Quando leggerai questa mia io non sarò vicino a te fisicamente ma
lo sarò con il mio cuore. SEMPRE.


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alle 23:48
del giorno: mercoledì, 23 settembre 2009
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NON SI ESCE VIVI DAGLI ANNI '80



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alle 22:32
del giorno: venerdì, 18 settembre 2009
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